| tradizioni
Premana è oggigiorno l'unico paese in Lombardia ove abitualmente è portato
il costume tradizionale. L'uso del costume non è solo un fatto folcloristico
come avviene in tanti altri luoghi, ma ancora un dato di quotidianità. Tende
anzi a rafforzare la tradizione dell'uso del costume "Da la feste: ol Cotoon"
e per le nozze: "Ol Morel" in occasione appunto di feste e matrimoni.
"Ol Morèl": questo costume, sfarzoso nella sua semplicità, è ancora oggi
usato a Premana in occasione di feste di nozze. Esso è composto da vari capi:
"Ol Morèl" vero e proprio, lungo vestito senza maniche in stoffa finissima
color viola azzurro, che gli da appunto il nome, porta in fondo una cimosa di
fettuccia rossa. E' aperto sul davanti e, sul retro due nastri rossi scendono
da parte a parte dalle spalle alla vita. Esso è il tradizionale costume di
nozze da oltre 300 anni. La sua origine, forse greco-albanese, è da mettersi
in relazione agli antichi rapporti tra Premana e Venezia.
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"Ol Cotoon": costume ancora usato abitualmente dalle donne di una
certa età e da molte indossato in occasione di feste e sagre. E' più
recente e più leggero del Morèl. Trattasi di un vestito senza maniche
in stoffa di cotone che può essere di tinte diverse ma sempre scure.
Anche questo costume è indossato sulla tradizionale camicia ma non si
usa la pettorina. Si usa invece il "Mocarööl da spal" a colori vivaci
e, andando in chiesa, il "Strasciööl", ampio fazzoletto bianco posto
sul capo e sulle spalle. Questo tipo di costume prevede anche un
corsetto per l'inverno.
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FESTE TIPICHE
Molte sono ancora oggi le feste religiose che coinvolgono l'intero paese.
Tra tutte ne ricordiamo alcune tra le più importanti.
La festa del Corpus Domini: è celebrata a Premana con una processione che
si snoda lungo le stradine periferiche del vecchio nucleo. Il percorso, che
si snoda per la lunghezza di circa un chilometro, è totalmente addobbato con
lenzuola, tendaggi e drappi di ogni genere a loro volta arricchite completati
da quadri, fazzoletti di seta, fiori e quant'altro può servire al massimo
decoro del percorso, che risulta coperto da altri drappi multicolore e da
l'impressione di un tunnel straordinario e fantasmagorico. Le antiche
confraternite portano i loro stendardi e candelabri, gli aderenti seguono
vestiti con le antiche divise, le donne per l'occasione indossano il costume
tradizionale e tutto il popolo partecipa con devozione.
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La festa dei tre re: tutti gli anni, la sera del 5 Gennaio, vigilia
dell'Epifania, si svolge a Premana la cavalcata dei "tre re". Questa
tradizione risale al primo dopoguerra e originariamente veniva organizzata e
interpretata dal gruppo della confraternita e successivamente dai coscritti.
Questi gestivano la manifestazione procurandosi i cavalli, il trucco e i
vestiti.
Ogni anno era ambizione dei coscritti fare questa manifestazione e ogni
volta col desiderio di fare più bella figura rispetto a quelli dell'anno
precedente.
Negli ultimi anni la serata viene organizzata dalla Pro Loco in
collaborazione del Coro Nives, la Corale S. Cecilia e con l'aiuto dei
Pompieri e degli Alpini. Viene curata e gestita in maniera più ordinata anche
per far fronte alla grande folla che segue i Magi, i quali percorrono le vie
interne del paese a cavallo cantando la canzone dei "Tre Re". Ad ogni fermata
del giro viene intonato con grande calore da tutta la gente al seguito
creando una forte emozione. Alla fine del percorso viene allestito un presepe
vivente situato sul sagrato della chiesa, sullo sfondo di un paesaggio
illuminato.
La festa della Madonna del Rosario: viene celebrata la prima domenica di
ottobre, in onore appunto della Vergine del Rosario, con una processione
durante la quale tutti portano una candela. Una statua della Vergine è
portata lungo il percorso dai coscritti. L'occasione si presta per elevare in
onore della Madonna dei canti tradizionali eseguiti da tutto il popolo; il
canto è un espressione tipica dei premanesi e in questa occasione può essere
particolarmente apprezzato. Quest'anno in occasione della festa la chiesa è
stata illuminata esternamente con luci e decorazioni (vedi foto).
Il Past: il Past consisteva anticamente in un convito, al quale
partecipavano tutti gli alpigiani di un determinato alpeggio, che concludeva
di fatto il periodo delle ferie. Aveva una funzione di compensazione:
ravvivava la cordialità nell'ambito del gruppo ed appianava eventuali
controversie.
Erano macellate due pecore, la carne era divisa in tante parti e con essa
si preparava un brodino saporito quindi un risotto usando i pentoloni
abitualmente utilizzati per la lavorazione del latte. Ogni famiglia riceveva
la sua parte dietro un modestissimo compenso. Dopo il pranzo, la sagra
continuava con canti comunitari che vedevano intervenire tutti i partecipanti
e che potevano finire solo alle ore piccole della notte.

La tradizione rimane anche oggi sia pur sotto forme diverse. Di Past nel
corso della stagione se ne svolgono una decina. Il menù consiste ancora nel
tradizionale risotto, sia pure con carne di manzo, gli intervenuti sono
sempre nell'ordine delle centinaia e talvolta delle migliaia, i canti sono
sempre il pezzo forte della giornata e spesso si interrompono solo al mattino
seguente.
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